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Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività

Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività

Il DSM-V colloca il Disturbo da deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) all'interno dei Disturbi del Neurosviluppo insieme a: Disabilità Intellettive, Disturbi della Comunicazione, Disturbi dello Spettro Autistico, Disturbo Specifico dell'Apprendimento, Disturbi del Movimento e altri disturbi del neurosviluppo. Questo comporta un importante cambiamento rispetto al DSM-IV che collocava l'ADHD assieme al Disturbo della Condotta e al Disturbo Oppositivo Provocatorio: i bambini con ADHD hanno un deficit neurobiologico, quindi l’ADHD non è più un disturbo comportamentale.

I sintomi primari del disturbo, necessari per fare diagnosi, sono:

  • la Disattenzione, che si traduce in scarsa cura per i dettagli, labilità attentiva, difficoltà ad organizzarsi ed evitamento di attività che richiedono sforzo cognitivo. La difficoltà di attenzionde si evidenzia nell'attenzione mantenuta (i bambini con ADHD riescono a stare attenti per brevi periodi di tempo) e in quella selettiva (è ridotta la capacità di selezionare gli stimoli), causando una facile distraibilità.
  • l'Iperattività, che si esplicita nell'irrequietezza, nella difficoltà a giocare tranquillamente, nell'essere sempre in movimento e nel parlare eccessivamente; è afinalistica (non ha obiettivi), disorganizzata e necessaria;
  • l’Impulsività, che si traduce in comportamenti come rispondere prima che la domanda sia completata, difficoltà ad aspettare il proprio turno e interrompere le attività altrui. Si manifesta come motoria (i bambini con ADHD "fanno" prima di aver pensato), cognitiva ( i bambini con ADHD dicono senza pensare), emotiva (i bambini con ADHD hanno esplosioni emotive). Questi bambini si caratterizzano per la delay aversion, cioè la difficoltà/impossibilità di tollerare l'attesa

I sintomi secondari sono:

  • Difficoltà di controllo comportamentale ed emotivo;
  • Compromissione del funzionamento scolastico;
  • Difficoltà relazionali.

Le forme in cui il disturbo può presentarsi sono:

  • la forma combinata, caratterizzata dalla presenza della triade sintomatologica, la più frequente;
  • la forma inattentiva (bambini facilmente distraibili ma non eccessivamente iperattivi/impulsivi);
  • la forma iperattiva/impulsiva (bambini estremamente iperattivi/impulsivi ma non necessariamente inattentivi, più frequente nei bambini piccoli).

I sintomi sono presenti in tutti i contesti di vita, e si caratterizzano per la loro intensità (comportamenti superiori a quelli che ci aspettiamo per l'età del bambino) e la loro durata (sono presenti da sempre). Portano ad una compromissione della capacità di adattamento nelle maggiori aree di vita e causano sofferenza al bambino: abbiamo una compromissione funzionale, sono compromesse l'area scolastica (per le basse prestazioni in compiti per questi bambini accessibili, dove il risulato della prestazione del bambino dipende dall'on-off dell'attenzione), l'area personale (soprattutto per quanto riguarda l'autostima e la costruzione del sé) e l'area relazionale (famiglia e amici). La difficoltà di controllo del proprio comportamentoe delle proprie emozioni porta, come conseguenza, importanti difficoltà relazionali.

 

 

 

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