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Una breve rassegna sull’efficacia della Psicoterapia della Gestalt

efficacia psicoterapia

Quanto funziona e per chi funziona la Psicoterapia della Gestalt?

La Psicoterapia della Gestalt è collocata da sempre all’interno della psicologia umanistica, definita la terza via tra la psicanalisi, che considera l’inconscio come elemento di elezione della terapia e il comportamentismo, che pone l’accento esclusivamente sui comportamenti osservabili. Negli ultimi anni la terapia della Gestalt di Perls, insieme alla terapia Centrata sul Cliente di Rogers, alla terapia Esistenziale di Yalom et al., alla Emotion Focused Therapy di Greenber et al., allo Psicodramma di Moreno e alle psicoterapie corporee è stata identificata con il termine di terapie “esperienziale” (Elliott, Greenberg & Lietaer 2004). 

Il dibattito sull’efficacia dei modelli terapeutici ha avuto inizio più di venti anni fa negli Stati Uniti e si è poi diffuso dando vita a numerose ricerche, che inizialmente utilizzavano come criterio per definire un modello come trattamento empiricamente validato (Empirically Validated Treatment) la possibilità di applicare il paradigma sperimentale dello studio clinico controllato randomizzato (Randomized Controlled Trials, RCT) alle tecniche usate nella specifica pratica clinica, per verificarne l’efficacia.

Nel 1995, seguendo il criterio RCT,  i risultati della prime ricerche pubblicati dalla divisione 12 dell’ APA (American Psychiatric Association), annotavano tra i trattamenti validi ed efficaci solo quelli comportamentali e cognitivi-comportamentali, escludendo tutti i modelli psicodinamici, umanistici e sistemici.

Seguirono molti dibattiti in ambito accademico e tra i professionisti sulla possibilità che il criterio RCT fosse attendibile nello stabilire l’efficacia del trattamento psicoterapeutico nel complesso e dei benefici derivanti dalla relazione psicoterapeutica, dal momento che attribuiva lo status di variabili da controllare a fattori che sono determinanti in tutti gli approcci terapeutici e fondamentali nelle psicoterapie psicodinamiche, umanistiche e, particolarmente nella psicoterapia della Gestalt. C’è però anche da riconoscere che tali studi forniscono informazioni circa la validità delle tecniche psicoterapeutiche, nel caso in cui queste rappresentino il fattore determinante per il successo del trattamento.

Questi dibattiti (ancora in atto) portarono alla formulazione di un nuovo criterio per definire un modello come efficace, quello attualmente in uso, della ‘pratica basata sull’evidenza’ (Evidence-Based Practice).

Studio fondamentale sull’efficacia delle terapie esperienziali è quello condotto da Elliott et al., sottoposto a periodici aggiornamenti (Elliott, Watson, Greenberg, Timulak e Freire 2013; Elliott, Greenberg e Lietaer 2004; Elliott, Greenberg e Lietaer 1994).  Hanno eseguito una meta-analisi di 200 ricerche il cui risultato mostra che le psicoterapie umanistico-esperienziali possiedono tutti i criteri di trattamento basati sull’evidenza (EBT) per persone con depressione, ansia, problemi interpersonali, malattie croniche, abuso di sostanze e psicosi. I dati dell’ultima ricerca del 2013 sono stati pubblicati nella VI edizione di Bergin and Garfield’ Handbook of Psychoterapy and behaviour change.

Il loro lavoro presenta tabelle che riassumono i principali risultati delle meta analisi condotte, approccio per approccio. Nel lavoro del 2004 sono presi in considerazione 18 studi relativi agli outcome della psicoterapia della Gestalt (rispetto ai tre della prima edizione del 1994): 11 studi si riferiscono a percorsi di psicoterapia (prevalentemente in setting di gruppo), gli altri 7 si riferiscono a gruppi di crescita personale, di incontro o maratone.

Le popolazioni di pazienti indagate negli 11 studi relativi ai percorsi psicoterapeutici risultano così distribuite: 4 studi includono un campione misto, con pazienti prevalentemente nevrotici; 2 studi coinvolgono pazienti schizofrenici; 2 studi interessano pazienti fobici; 1 studio riguarda il disagio coniugale; 1 studio coinvolge genitori di bambini problematici e 1 studenti di scuola secondaria di secondo grado con basso rendimento scolastico.

Gli effetti sono stati misurati al termine del percorso di terapia e, in alcuni casi, tramite follow up dopo 2-4 mesi e/o 10-13 mesi. La media dell’effetto per gli 11 studi relativi alla psicoterapia è risultata di 1.23; la mediana, calcolata considerando la misura dell’effetto più alta per ogni studio, è 0.91. Entrambi i risultati sono al di sopra di 0.80, il valore indicato da Cohen come ampia misura dell’effetto (large effect size, 1988). Le 7 ricerche sui gruppi di crescita personale, di incontro o maratone hanno visto coinvolta una popolazione di studenti universitari senza alcuna diagnosi. L’effect size medio che ne risulta è 0.76, la mediana 0.80, valori che rientrano in una misura dell’effetto valutata come ampia.

Lo studio di Elliott, Greenberg e Lietaer si occupa anche della comparazione tra diversi modelli di psicoterapia: i risultati dimostrano l’equivalenza tra terapie esperienziali e terapie non esperienziali e tra terapie esperienziali e terapie cognitivo comportamentali.

Un altro lavoro di meta analisi importante per la psicoterapia della Gestalt è la ricerca di Uwe Strümpfel che analizza i dati di 74 pubblicazioni aventi come oggetto la ricerca sul processo terapeutico e sui suoi risultati (pubblicato in Therapie der Gefuehle. Research findings on Gestalt therapy, 2006). I test di efficacia sono stati effettuati su 4.500 pazienti circa, dei quali 3.000 trattati con la psicoterapia della Gestalt e 1.500 controlli.

Il lavoro di Strümpfel comprende molti degli studi già considerati da Elliott, Greenberg e Lietaer (2004) ma include anche trattazioni non pubblicate, studi di casi singoli e pazienti con diagnosi multipla, di solito esclusi dagli studi di laboratorio. La ricerca di Strümpfel analizza molti tipi di disturbi, diverse categorie di pazienti e molti tipi di setting. Il 70% degli studi concernono applicazioni della psicoterapia della Gestalt classica e il 30% riguarda setting nei quali la psicoterapia della Gestalt è stata combinata con pratiche di altri approcci, più che altro esperienziali. 

I risultati mostrano un’efficacia significativa per le terapie umanistiche in generale e per la Gestalt in particolare, anche quando confrontate con altri tipi di approcci. In particolare, riscontra l’efficacia della Psicoterapia della Gestalt nel trattamento dei disturbi d’ansia e della depressione, nel trattamento delle dipendenze da sosatnze, nella terapia non farmacologica del dolore e nel trattamento della schizofrenia. Buone evidenze di efficacia si evidenziano anche nel trattamento di genitori con figli problematici, coppie con difficoltà di comunicazione, studenti con basso rendimento scolastico e persone anziane socialmente isolate. 

Nello studio di Strümpfel viene citato il lavoro di Schigl del 1998, dove il 63% dei pazienti riferisce di aver raggiunto, completamente o in gran parte, i propri obiettivi iniziali nel corso del percorso di psicoterapia della Gestalt e di aver appreso strategie utili per gestire le loro sintomatologie. Dopo la fine della psicoterapia, l’uso di psicofarmaci è risultato ridotto della metà e quello di tranquillanti fino al 75%.

Autore: Dott.ssa Sara Bradac

 

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